Prestazioni odontoiatriche

Prestazioni specialistiche che vanno dall’igiene orale, alla devitalizzazione dentale allo sbiancamento.  

Devitalizzazione


fig. 1

fig. 2
Quando la carie raggiunge la polpa dentale, l’infezione della stessa determina pulpite. Se non curata, la polpa ammalata va incontro a necrosi, cioè muore.
Se il dente non viene devitalizzato, tutte le tossine presenti all’interno della polpa possono dar luogo ad un GRANULOMA, cioè un’infezione cronica del tessuto osseo che sta intorno all’apice della radice(figura 1).
In questi casi la terapia d’obbligo è la devitalizzazione, definita anche trattamento endodontico.
Nelle radiografie sottostanti si osserva la guarigione dei granulomi a seguito del ritrattamento dei premolari inferiori (figure 1 e 2).

Igiene orale

L’igiene orale è fondamentale per una corretta salute orale e per prevenire possibili anomalie dentali o gengivali che senza un accurata indagine potrebbero passare inosservate in quanto allo stadio iniziale non provocano dolore (carie, tasche parodontali, tasche ossee, ascessi parodontali).
L’igienista durante la seduta verifica che siano assenti e in caso contrario consiglierà gli eventuali trattamenti.

Impianti dentali

L’impianto viene inserito al posto del dente perduto. Durante la fase di guarigione, l’impianto rimane coperto dalla gengiva. Il paziente porta una protesi provvisoria.

Dopo la scopertura dell’impianto e la presa d’impronta, la corona prodotta nel laboratorio odontotecnico è cementata sull’impianto.

Sostituzione dei molari mandibolari con ponti  su impianti

Parodontologia

La parodontologia si occupa della diagnosi e terapia delle malattie che interessano l’apparato parodontale, costituito da gengiva, osso alveolare, legamenti parodontali e cemento radicolare.

Queste patologie infiammatorie e degenerative, comunemente denominate piorrea o parodontosi, se lasciate incurate, portano alla successiva distruzione dei tessuti circostanti i denti e infine alla perdita di quest’ultimi.

Si calcola che almeno dieci milioni di italiani soffrano di tali malattie dopo i trenta anni di età; con la malattia parodontale si perde “attacco” (attacco epiteliale, che in realtà non si perde, ma si sposta apicalmente, allontanandosi dal dente verso la radice) e osso alveolare. Queste modifiche anatomiche del parodonto sono conseguenze della malattia portano a due possibili manifestazioni cliniche:

  1. recessione gengivale (gengiva abbassata che si evidenzia con un dente più lungo)
  2. tasca parodontale (gengiva nella posizione corretta, ma l’osso e l’attacco si sono spostati apicalmente lungo la radice, formando così uno spazio vuoto chiamato tasca parodontale

Protesi dentale

fig. 3

fig. 4

Un dente devitalizzato si indebolisce a causa della perdita di sostanza dentale dovuta alla carie e al trattamento endodontico stesso; esso perde, inoltre, tutta l’idratazione proveniente dal tessuto pulpare per cui la struttura residua risulta più debole e meno resistenteQueste condizioni possono spesso causare la formazioni di crepe e nel tempo la frattura di una delle parete dentali residue.Al fine di evitare questo danno, in molti casi, dopo il trattamento endodontico si consiglia la ricopertura cuspidale del dente. Ad oggi, le corone possono essere effettuate in materiali totalmente estetici. Queste ultime sono interamente dello stesso colore dei denti, e in esse non vi è alcun metallo.Nelle foto si osservano i denti devitalizzati, ricostruiti con perni in fibra e limati (figura 3). Nella figura 4 le corone sono state cementate.

 

 

Sbiancamento dentale

Lo sbiancamento dentale è un intervento indolore che agisce sulla struttura dei denti rendendoli più bianchi, non intaccando lo smalto e non danneggiando le otturazioni.

prima
dopo

È indicato nei casi in cui il bianco dello smalto del dente sia stato nel tempo alterato da alcuni fattori: fumo, alcuni farmaci, devitalizzazioni, caffè, tè, liquerizia, etc.. Naturalmente il risultato del trattamento di sbiancamento dipende anche da quale colore avevano i denti prima del trattamento e risulta più efficace se preceduto da una seduta di igiene orale, in modo tale che tartaro e placca non ostacolino l’azione sulla superficie dentale. La durata del risultato finale dipende soprattutto dalle abitudini del paziente.

Sigillature

I molari sono soggetti più frequentemente alla formazione della carie rispetto agli altri denti. Ciò è dovuto al fatto che la superficie masticatoria presenta solchi e fessure dove è più facile il ristagno della placca dentaria.

I primi molari (dente dei 6 anni) e i secondi molari (dente dei 12 anni) presentano il più alto rischio di sviluppare carie a causa della posizione arretrata nel cavo orale e per l’elevato consumo di zuccheri nell’età infantile; molto spesso, viene trascurata una corretta igiene orale che porta alla formazione di processi cariosi, che può comportare la precoce devitalizzazione dei denti. Per evitare questi spiacevoli inconvenienti, appena erompono i primi e secondi molari permanenti, è consigliabile eseguire le sigillature di solchi e fessure di questi denti per prevenire l’insorgenza della carie.

Le sigillature consistono nell’applicazione di una resina fluida che viene fatta scorrere all’interno dei solchi e fessure, che viene poi solidificata con lampade alogene. Questa manovra è indolore e mira alla formazione di una barriera meccanica sui solchi e le fessure del dente in modo da evitare il ristagno di cibo e di placca prevenendo i processi cariosi.  Le sigillature durano diversi anni e vanno ripetute quando la resina va incontro ad usura.

Rimozione delle amalgame


Rimuovere un amalgama dentale è una procedura difficile e responsabile. Per evitare di sottoporre il paziente ad una forte contaminazione di Mercurio sotto forma di microparticelle, occorre che l’operatore segua delle procedure atte a ridurre e controllare il rischio di diffusione sia in forma solida che gassosa del Mercurio stesso. La rimozione delle otturazioni dentali di amalgama, essendo generalmente affidata all’intervento con il trapano, è a rischio di vaporizzazione del mercurio, e questo aspetto richiede una gestione di grande attenzione.

Faccette dentali


Le faccette dentali rappresentano uno dei risultati migliori dell’odontoiatria estetica moderna. Sono anche conosciute con il termine “faccette estetiche” e consistono in sottili (il loro spessore medio si aggira intorno ai 0,5-0,7 mm) lamine in ceramica che vengono applicate sulla superficie esterna dei denti anteriori, un po’ come le unghie finte vengono applicate sulle unghie naturali.
Talvolta, anziché in porcellana o ceramica, le faccette dentali sono realizzate utilizzando un materiale “composito” di colore naturale.
Le FACCETTE ESTETICHE conferiscono ai denti un aspetto naturale, oltre che sano ed esteticamente molto piacevole, in quanto sono molto sottili e vengono fissate con una colla speciale a forte adesività.